martedì 17 luglio 2018

26-5-97




Il portatore di vulcani spenti
risiede in terre antiche
fertilizzate da lave
veste di verde intenso
e si circonda di vacche rosse
dalle lunghe corna e cavalli delle piumate zampe pelose
gli altipiani della sua giubba
sono costellati da alamari
il suo fiato fresco pungente canta d'uccelli
anche nel silenzio più profondo
il portatore di vulcani spenti
non spegne comunque la sua passione
la coltiva sotto l'indole pastorale
e le creature ne sentono la presenza
sotto l'ombra delle querce
ove s'avvinghia alle caviglie
risale all'inguine
con la languida perseveranza dell'edera
Nell'acqua scura dei ruscelli
di bianco vedo solo il suo viso
nella schiena del suo violino
che orina dopo le carezze

lunedì 11 giugno 2018

versi del the 23-7-94








Scordi gli orecchini
di perle
ad ascoltare
i soliloqui dei muri
o i versi degli uccelli
Io li trattengo
sul tavolo
a seguire
il fruscìo
del pennello
che si consuma.
Tra qualche luna
troverò
il tuo occhio
allo specchio
e chiuderò
la tua bocca
in un bacio
o la tua veste
chiara
a ricoprire il pesco
mentre il the fuma.


venerdì 25 maggio 2018

versi del the 14-4-94





Curati con erbe

dice cerimoniere

e io ben con le erbe

curo il cervello

quando la fiamma

sale fra gli sterpi

erbe di parole

colorate di viola

prati di parole

a persuadere

di non travolgere

quelle poche coscienze

tu

impegnato

a Kobe, a Kyoto

con lo shogun di turno

invii messaggi ragionevoli

ma la marea monta la schiena

della nostra terra

e irrigidisce

il cammino

per le reni

doloranti cataplasmi

d 'amorevoli cure

scritte da saggi

per le mie stampelle di fili d'erba

intrecciati

ed altro the nella cuccuma

sabato 12 maggio 2018

16-5-94



Attendere senza impazienza
è una norma del the
un dono degli Dei.
Ansia
senza attendere
una maledizione.
Trema un poco la mano
il fiato
invano
scorre i polmoni
suoni negli orecchi
e frasi senza controllo.
Impazienza dei folli
aggressiva
e
agli altri
immotivata.
Ma se apro il tuo ventre
svuota l'inquietudine
e annego nella risacca.
Come la foglia
cedo il succo
all'acqua.




lunedì 30 aprile 2018

versi del the 11-5-94



.

I capelli bianchi di rosso
Il viso smorto di vita
il corpo all'osso di godere
le labbra ossesse di parlare
i denti pronti a mordere
la lingua a umettare carezze
o rivoli di fumo
sumo di giganti
pesanti tonnellate
di domande irrisolte
sofferenze di elefante
mi mancano
cerimoniere.

martedì 10 aprile 2018

maglia cotton


17-4-94



Non ho nulla da notare
se non un boccio che muore
non ho nulla da sentire
se non l'assenza del cuore
non ho nulla da godere
se non rammento le lune
non lasciare queste note
cerimoniere
a metà del canto
le finiremo assieme
stanotte sottovento