sabato 2 febbraio 2019

24-10-95



Conservo l'ombra
ove sdraiò nel prato
trattengo il fiato
quando s'apre l'impronta
rammento il tono
di quel suono ambrato
che tinse miele
il pennello alzato
Chiudo quell'uscio
ed esco sul retro
Fuori c'è un'ombra
sul prato sdraiata
apre un'impronta
il solco di un'onda
corico in essa
il corpo stremato
da quei ricordi
di miele versato
Cento formiche
mi corrono incontro
salgono il tronco
col cuore affannato
recano tutte
quel tono ambrato
che un giorno vidi
sul pennello alzato
Sciacquo quell'ombra
nel colore dell'onda




sabato 12 gennaio 2019

19-1-95



Stanotte
è nevicato
a coprire il tronco
per rispogliarlo
stamane
con il sole
Troppo breve
l'abbraccio
poca fiducia in se stesso?
Gennaio,
tempo bizzarro
che scuote
Kobe
nutrendo
sentimenti
con parsimonia,
guida
almeno
il mio fiato
ad avvolgerle
il seno
ed il ventre
a rivestirle
i rami
per un'altra
notte
'chè non si spenga
l'incendio


sabato 29 dicembre 2018

24 10 95



Conservo l'ombra
ove sdraiò nel prato
trattengo il fiato
quando s'apre l'impronta
rammento il tono
di quel suono ambrato
che tinse miele
il pennello alzato
Chiudo quell'uscio
ed esco sul retro
Fuori c'è un'ombra
sul prato sdraiata
apre un'impronta
il solco di un'onda
corico in essa
il corpo stremato
da quei ricordi
di miele versato
Cento formiche
mi corrono incontro
salgono il tronco
col cuore affannato
recano tutte
quel tono ambrato
che un giorno vidi
sul pennello alzato
Sciacquo quell'ombra
nel colore dell'onda




domenica 16 dicembre 2018

23 10 95



Deflagra luna d'autunno
scoppiando in mano
e amputando braccio e dita
Esplode polpa d'acero
accecandomi
Raccolgo a stento
me stesso
quando tramonta
Focolai tra le vesti
e riso sparso
seminando indizi
del suo passaggio
arco al magnesio
fissa le due ombre avvinte
sulla carta sensibile
della parete
Incontro di atomi estrosi
sentenziano gli astronomi
sismografi
spezzano
pennini
registrando frequenze
Cani latrano furiosi
all'invidia dei cieli

domenica 18 novembre 2018

17-11-2018

Amor, tu sai che mai non torsi il piede
dal carcer mio soave,nè disciolsi
dal dolce giogo il collo, nè ti tolsi
quanto dal primo dì l'alma ti diede.
Tempo non cangiò mai l'antica fede;
il nodo è stretto ancor com'io l'avvolsi;
nè per l'amaro frutto ch'ognor colsi,
l'alta cagion men cara al cor mi riede.
Visto hai quanto in un petto fido ardente
può far quel caro tuo più acuto dardo,
contro del cui poter morte non valse,
fa omai da te che'l nodo si rallente;
chè a me di libertà già mai non calse,
anzi di ricovrarla or mi par tardo.

                                          VITTORIA COLONNA


giovedì 1 novembre 2018

9-2-95



Riordina
le lacrime
sul pennello
in questa fausta
nottata
Allinea le forze
lungo la luna
e scala la sofferenza
A me rimane
il ladro da imitare
furtivo
nel derubarti
l'estro
prima che arrivi
in cima
e si disperda
agli Dei.

venerdì 12 ottobre 2018

1-6-95



I tuoi pensieri giungono
ad intervalli
irregolari
scanditi dai messaggi
Quale verità sparigli
luna velata
ch'io non veda?
Come potessi amarti
senza goderti
scompigliata selvaggia
che ambisce un mondo
ordinato
più del mondo
che aborri?
Scendo alla fonte
per capire
ma se specchiasse il tuo pelo
lo cancelli?
Scopriresti
le labbra di fanciulla.