giovedì 31 marzo 2016
mercoledì 16 marzo 2016
5-9-94
Ho
i tuoi orecchi
in
mano
pizzicati
a un ricciolo:
capello
rosso
cresciuto
sul
capo dell'isola.
Orecchi
di perle
nere
e bianche
coltivate
ad
udire
gli
ardori dell'anima.
Allevano
trecce,
come
pecore
sull'altipiano,
i
tuoi orecchi
reti
per imprigionare
passeri.
Ogni
luna
le
apposti
sulle
scogliere
per
catturare
gli
umori del mare
e
fartene carattere.
mercoledì 9 marzo 2016
11-10-95
Ali
inguainate
di
nero
svelano
il fiore
Danza
l'orchidea
a
tempo di cembalo
rotolando
sfere
sui
petali
Trattengo
il fiato
e
scatto l'occhio
sull'evento
Immagini
d'amore
appese
a steli
prosciugano
prati
irrigando
le vene
Cuore
batte
ore
sfasate
inseguendo
battiti
della natura
Devo
istruire il mio
alla
saggezza del monaco
e
del pazzo
Compito
arduo:
come
incoccare un arco
con
due frecce
venerdì 26 febbraio 2016
26-2-94
Nella
ricorrenza
mi
rimanda lo specchio
un
ventre rustico
da
concavo a convesso
un
color gesso del volto
e
un passero venoso
spesso
esaltato
torbido
violento
affamato
di tropici
Caldo,
umido il fiato
di
improvvisi acquazzoni
bimbo
pesce
volante
sulla
tolda
o
fra le stoppie
d'un
campo
Doppia
indole
pesce
e uccello
a
rimorchio di nave e prati
o
boschi
ove
cogliere
allori
alla
femmina
e
seminare amido tra risaie
strappate
alle colline
Tutto
su due ginocchia
e
piedi
avvezzi
al cammino
un
pò da contadino
di
città
vicino
all'età
dei
pidocchi sull'anima
Spulciatemi
signore!
domenica 14 febbraio 2016
Danze 29-6-97
La
danza della farfalla,
così
legata
alla
fattura delle idee,
sorprende
la creatura
col
mento assorto
sull'erba:
volteggia
in ogni alito
con
l'occhio
che
segue il ritmo
planando
sull'aria..
ciò
in apparenza..
ma
tanto pigmento dipinto
lascia
sulla retina
spogliando
la vita..
La
danza della farfalla
che
sveste sul greto
il
respiro
dilata
le dita
a
coprire il sesso fiammante
e
assorbe dall'acqua
la
forza sbadata del fiume..
Musica
o danza
il
contatto è perfetto..
che
figlia dell'aria!
farfalla..
o
musica
o
danza..
che
ninfa!
giovedì 28 gennaio 2016
11-11-1995
Cento
dolori
cento
tremori
svenevole
afrore
di
fiori seccati
Poi
una
pianta
più
accesa del faggio
un
corpo vivo
che
schiude la chioma
un
seno pungente
che
fora le mani
non
odo preghiere
soltanto
lamenti
un
unico
eterno
bisbiglio
adorante
Amore
dormiente
appena
destato
durevole
afrore
di
foglia bagnata
intrisa
di pioggia
di
succo di vita
raccolto
in
minute
corolle
di dita
le
apro
di
colpo
sul
corpo del bosco
altro
non cerco
neppure
lo voglio
conosco
soltanto
quel
lungo lamento
gli
occhi socchiusi
la
lingua sul mento.
lunedì 18 gennaio 2016
versi del the
Luna che gode il sole
sul cosmo abbandonata
fra steli alti chilometri
e galassie incoronata
madonna della notte
di messaggi piagata
spediti da milioni
di baci infervorati
tatuata di meteore
rosse come papaveri
Desta la tua modestia
sul mondo che ti è intorno
buio perchè s’attende
la tua luce in ritorno
lascia anche solo un raggio
sottile come laser
sfori dietro alla palpebra
sfugga al chiuso in tralice
a schiarire l’ardore più cupo dell’amore.
sul cosmo abbandonata
fra steli alti chilometri
e galassie incoronata
madonna della notte
di messaggi piagata
spediti da milioni
di baci infervorati
tatuata di meteore
rosse come papaveri
Desta la tua modestia
sul mondo che ti è intorno
buio perchè s’attende
la tua luce in ritorno
lascia anche solo un raggio
sottile come laser
sfori dietro alla palpebra
sfugga al chiuso in tralice
a schiarire l’ardore più cupo dell’amore.
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