mercoledì 16 marzo 2016

5-9-94


Ho i tuoi orecchi
in mano
pizzicati a un ricciolo:
capello rosso
cresciuto
sul capo dell'isola.
Orecchi di perle
nere e bianche
coltivate
ad udire
gli ardori dell'anima.
Allevano trecce,
come pecore
sull'altipiano,
i tuoi orecchi
reti per imprigionare
passeri.
Ogni luna
le apposti
sulle scogliere
per catturare
gli umori del mare
e fartene carattere.






mercoledì 9 marzo 2016

11-10-95


Ali inguainate
di nero
svelano il fiore
Danza
l'orchidea
a tempo di cembalo
rotolando sfere
sui petali
Trattengo il fiato
e scatto l'occhio
sull'evento
Immagini d'amore
appese a steli
prosciugano prati
irrigando le vene
Cuore batte
ore sfasate
inseguendo
battiti della natura
Devo istruire il mio
alla saggezza del monaco
e del pazzo
Compito arduo:
come incoccare un arco
con due frecce



venerdì 26 febbraio 2016

26-2-94

Nella ricorrenza
mi rimanda lo specchio
un ventre rustico
da concavo a convesso
un color gesso del volto
e un passero venoso
spesso esaltato
torbido
violento
affamato di tropici
Caldo, umido il fiato
di improvvisi acquazzoni
bimbo
pesce volante
sulla tolda
o fra le stoppie
d'un campo
Doppia indole
pesce e uccello
a rimorchio di nave e prati
o boschi
ove cogliere
allori
alla femmina
e seminare amido tra risaie
strappate alle colline
Tutto su due ginocchia
e piedi
avvezzi al cammino
un pò da contadino
di città
vicino
all'età
dei pidocchi sull'anima
Spulciatemi

signore!

domenica 14 febbraio 2016

Danze 29-6-97


La danza della farfalla,
così legata
alla fattura delle idee,
sorprende la creatura
col mento assorto
sull'erba:
volteggia in ogni alito
con l'occhio
che segue il ritmo
planando sull'aria..
ciò in apparenza..
ma tanto pigmento dipinto
lascia sulla retina
spogliando la vita..
La danza della farfalla
che sveste sul greto
il respiro
dilata le dita
a coprire il sesso fiammante
e assorbe dall'acqua
la forza sbadata del fiume..
Musica o danza
il contatto è perfetto..
che figlia dell'aria!
farfalla..
o musica
o danza..

che ninfa!

giovedì 28 gennaio 2016

11-11-1995


Cento dolori
cento tremori
svenevole afrore
di fiori seccati
Poi
una pianta
più accesa del faggio
un corpo vivo
che schiude la chioma
un seno pungente
che fora le mani
non odo preghiere
soltanto lamenti
un unico
eterno
bisbiglio
adorante
Amore dormiente
appena destato
durevole afrore
di foglia bagnata
intrisa di pioggia
di succo di vita
raccolto
in minute
corolle di dita
le apro
di colpo
sul corpo del bosco
altro non cerco
neppure lo voglio
conosco soltanto
quel lungo lamento
gli occhi socchiusi

la lingua sul mento.

lunedì 18 gennaio 2016

versi del the

Luna che gode il sole 

sul cosmo abbandonata 


fra steli alti chilometri 


e galassie incoronata 


madonna della notte 


di messaggi piagata 


spediti da milioni 


di baci infervorati 


tatuata di meteore 


rosse come papaveri 


Desta la tua modestia 


sul mondo che ti è intorno 


buio perchè s’attende 


la tua luce in ritorno 


lascia anche solo un raggio 


sottile come laser 


sfori dietro alla palpebra 


sfugga al chiuso in tralice 


a schiarire l’ardore più cupo dell’amore.