sabato 8 settembre 2018

25-4-94


Come il genio
del tempo
appari e stingi
cerimoniere
così che resto
in bilico
tra sogno e realtà.
Vorresti confondere le semine?
Tra gelate e calori
espongo i sensi
e pianto il seme in vaso
oppure raso
a che il giardino
appaia pronto
al riposo dell'occhio.
Ogni momento è giusto
al tuo ritorno.
Notte? Mattino?
Soltanto il passero
ode l'arrivo
ballando lieve.

lunedì 20 agosto 2018

19-10-95



Impronte di baci
carezze di foglie
di piccoli rami sferzanti
di tronchi
vestiti d'inverno
di corpi colati di resine
d'aghi trafitti
da fili impalpabili
Trame d'amore
lasciate sui tavoli
tovaglie stampate di gemiti
d'impronte di piccoli lividi
e minime gocce
nebbia sui brividi
baci nell'aria
spediti per aria
o per lettera
versi di baci volanti
Sento l'odore
il suono compresso
da sparo
colpito
rallento
per coglierlo in petto

domenica 5 agosto 2018

24- 10 -95



Conservo l'ombra
ove sdraiò nel prato
trattengo il fiato
quando s'apre l'impronta
rammento il tono
di quel suono ambrato
che tinse miele
il pennello alzato
Chiudo quell'uscio
ed esco sul retro
Fuori c'è un'ombra
sul prato sdraiata
apre un'impronta
il solco di un'onda
corico in essa
il corpo stremato
da quei ricordi
di miele versato
Cento formiche
mi corrono incontro
salgono il tronco
col cuore affannato
recano tutte
quel tono ambrato

martedì 17 luglio 2018

26-5-97




Il portatore di vulcani spenti
risiede in terre antiche
fertilizzate da lave
veste di verde intenso
e si circonda di vacche rosse
dalle lunghe corna e cavalli delle piumate zampe pelose
gli altipiani della sua giubba
sono costellati da alamari
il suo fiato fresco pungente canta d'uccelli
anche nel silenzio più profondo
il portatore di vulcani spenti
non spegne comunque la sua passione
la coltiva sotto l'indole pastorale
e le creature ne sentono la presenza
sotto l'ombra delle querce
ove s'avvinghia alle caviglie
risale all'inguine
con la languida perseveranza dell'edera
Nell'acqua scura dei ruscelli
di bianco vedo solo il suo viso
nella schiena del suo violino
che orina dopo le carezze

lunedì 11 giugno 2018

versi del the 23-7-94








Scordi gli orecchini
di perle
ad ascoltare
i soliloqui dei muri
o i versi degli uccelli
Io li trattengo
sul tavolo
a seguire
il fruscìo
del pennello
che si consuma.
Tra qualche luna
troverò
il tuo occhio
allo specchio
e chiuderò
la tua bocca
in un bacio
o la tua veste
chiara
a ricoprire il pesco
mentre il the fuma.


venerdì 25 maggio 2018

versi del the 14-4-94





Curati con erbe

dice cerimoniere

e io ben con le erbe

curo il cervello

quando la fiamma

sale fra gli sterpi

erbe di parole

colorate di viola

prati di parole

a persuadere

di non travolgere

quelle poche coscienze

tu

impegnato

a Kobe, a Kyoto

con lo shogun di turno

invii messaggi ragionevoli

ma la marea monta la schiena

della nostra terra

e irrigidisce

il cammino

per le reni

doloranti cataplasmi

d 'amorevoli cure

scritte da saggi

per le mie stampelle di fili d'erba

intrecciati

ed altro the nella cuccuma

sabato 12 maggio 2018

16-5-94



Attendere senza impazienza
è una norma del the
un dono degli Dei.
Ansia
senza attendere
una maledizione.
Trema un poco la mano
il fiato
invano
scorre i polmoni
suoni negli orecchi
e frasi senza controllo.
Impazienza dei folli
aggressiva
e
agli altri
immotivata.
Ma se apro il tuo ventre
svuota l'inquietudine
e annego nella risacca.
Come la foglia
cedo il succo
all'acqua.