domenica 18 novembre 2018

17-11-2018

Amor, tu sai che mai non torsi il piede
dal carcer mio soave,nè disciolsi
dal dolce giogo il collo, nè ti tolsi
quanto dal primo dì l'alma ti diede.
Tempo non cangiò mai l'antica fede;
il nodo è stretto ancor com'io l'avvolsi;
nè per l'amaro frutto ch'ognor colsi,
l'alta cagion men cara al cor mi riede.
Visto hai quanto in un petto fido ardente
può far quel caro tuo più acuto dardo,
contro del cui poter morte non valse,
fa omai da te che'l nodo si rallente;
chè a me di libertà già mai non calse,
anzi di ricovrarla or mi par tardo.

                                          VITTORIA COLONNA


giovedì 1 novembre 2018

9-2-95



Riordina
le lacrime
sul pennello
in questa fausta
nottata
Allinea le forze
lungo la luna
e scala la sofferenza
A me rimane
il ladro da imitare
furtivo
nel derubarti
l'estro
prima che arrivi
in cima
e si disperda
agli Dei.

venerdì 12 ottobre 2018

1-6-95



I tuoi pensieri giungono
ad intervalli
irregolari
scanditi dai messaggi
Quale verità sparigli
luna velata
ch'io non veda?
Come potessi amarti
senza goderti
scompigliata selvaggia
che ambisce un mondo
ordinato
più del mondo
che aborri?
Scendo alla fonte
per capire
ma se specchiasse il tuo pelo
lo cancelli?
Scopriresti
le labbra di fanciulla.

sabato 8 settembre 2018

25-4-94


Come il genio
del tempo
appari e stingi
cerimoniere
così che resto
in bilico
tra sogno e realtà.
Vorresti confondere le semine?
Tra gelate e calori
espongo i sensi
e pianto il seme in vaso
oppure raso
a che il giardino
appaia pronto
al riposo dell'occhio.
Ogni momento è giusto
al tuo ritorno.
Notte? Mattino?
Soltanto il passero
ode l'arrivo
ballando lieve.

lunedì 20 agosto 2018

19-10-95



Impronte di baci
carezze di foglie
di piccoli rami sferzanti
di tronchi
vestiti d'inverno
di corpi colati di resine
d'aghi trafitti
da fili impalpabili
Trame d'amore
lasciate sui tavoli
tovaglie stampate di gemiti
d'impronte di piccoli lividi
e minime gocce
nebbia sui brividi
baci nell'aria
spediti per aria
o per lettera
versi di baci volanti
Sento l'odore
il suono compresso
da sparo
colpito
rallento
per coglierlo in petto

domenica 5 agosto 2018

24- 10 -95



Conservo l'ombra
ove sdraiò nel prato
trattengo il fiato
quando s'apre l'impronta
rammento il tono
di quel suono ambrato
che tinse miele
il pennello alzato
Chiudo quell'uscio
ed esco sul retro
Fuori c'è un'ombra
sul prato sdraiata
apre un'impronta
il solco di un'onda
corico in essa
il corpo stremato
da quei ricordi
di miele versato
Cento formiche
mi corrono incontro
salgono il tronco
col cuore affannato
recano tutte
quel tono ambrato

martedì 17 luglio 2018

26-5-97




Il portatore di vulcani spenti
risiede in terre antiche
fertilizzate da lave
veste di verde intenso
e si circonda di vacche rosse
dalle lunghe corna e cavalli delle piumate zampe pelose
gli altipiani della sua giubba
sono costellati da alamari
il suo fiato fresco pungente canta d'uccelli
anche nel silenzio più profondo
il portatore di vulcani spenti
non spegne comunque la sua passione
la coltiva sotto l'indole pastorale
e le creature ne sentono la presenza
sotto l'ombra delle querce
ove s'avvinghia alle caviglie
risale all'inguine
con la languida perseveranza dell'edera
Nell'acqua scura dei ruscelli
di bianco vedo solo il suo viso
nella schiena del suo violino
che orina dopo le carezze